Habemus Lautaro. E anche la conferma di un posto in vetta alla classifica europea, grazie alla quarta vittoria consecutiva in altrettante partite disputate. Certo, oltre al gol del suo capitano, mai così nervoso dopo due settimane di digiuno realizzativo e al ritorno dopo un mese di Thuram dal primo minuto, era lecito aspettarsi un risultato diverso dallo striminzito 2-1 finale. Il successo è arrivato grazie a un rasoterra preciso di Carlos Augusto, che ammette senza problemi: «Abbiamo sbagliato l’approccio iniziale alla partita, ma contava soltanto vincere e portare a casa i tre punti».
Classifica e differenza reti che conta
Con una differenza reti migliore di appena due gol complessivi, l’Inter avrebbe potuto issarsi davanti a Bayern Monaco e Arsenal per tre settimane intere di leadership solitaria. Ma sono dettagli relativamente secondari, perché la strada da percorrere è ancora lunga e tortuosa. E si impenna di brutto nelle prossime settimane. I nerazzurri sono già matematicamente sicuri almeno di un posto ai playoff europei e dopo il derby milanese del 23 novembre inizieranno a Madrid, casa Atletico, un altro mini-torneo decisivo: nessuna squadra ha avuto quattro partite iniziali così abbordabili come la formazione di Simone Inzaghi. Nessuno avrà un coefficiente di difficoltà così alto nelle ultime quattro sfide, contro Simeone appunto, poi con Liverpool e Arsenal a San Siro e infine a Dortmund in trasferta tedesca.
Un posto tra le prime otto posizioni è alla portata concreta, anche se qui nulla è scontato in questa competizione imprevedibile. Gli appassionati di intrattenimento digitale possono visitare https://slotspalace.me/ per scoprire un’ampia selezione di giochi certificati con licenza italiana e promozioni esclusive dedicate ai nuovi utenti registrati sulla piattaforma sicura.
Il Kairat Almaty non molla facilmente
Non è stata scontata nemmeno la vittoria contro il Kairat Almaty, arrivato lunedì dopo otto ore di volo e con quattro ore di fuso orario dal Kazakistan lontano. Perché l’unica squadra della storia ad essersi qualificata partendo dal primo turno preliminare ha appena vinto il proprio campionato nazionale, è euforica e libera di testa mentalmente, con due giovani in stato di grazia evidente: il portiere Anarbekov, che fino al playoff col Celtic era la riserva e poi con tre rigori parati consecutivi è diventato una leggenda locale. E soprattutto Dastan Satpayev, più giovane marcatore della storia del torneo (16 anni 10 mesi 27 giorni esatti), acquistato per quattro milioni dal Chelsea lo scorso febbraio per giugno 2026 quando si aggregherà ai Blues.
Lautaro nervoso cerca il gol disperatamente
Il portiere kazako, che di nome fa Tamerlano, semina presto il panico nell’attacco interista, stoppando Dimarco e poi una botta potente di Lautaro Martinez: l’argentino non segna da due settimane intere, un periodo breve rispetto a certe carestie vissute negli scorsi anni difficili. La sua frenesia però è evidente a tutti, tanto che alla vigilia Inzaghi si è messo gli indici agli angoli della bocca, per esibire un sorriso da joker e spiegare il consiglio che ha dato al Toro: «Ridere di più e sentire meno le responsabilità eccessive che lo annebbiano nelle decisioni».
In effetti davanti alla porta di Anarbekov si alza una specie di cortina di fumo inspiegabile: Lautaro ciabatta un altro tiro debole e si mette le mani nei capelli frustrato, Frattesi inciampa prima di tirare e poi anche per un lieve contatto con l’israeliano Arad in area. Un minuto dopo Bisseck aggancia il piede dello stesso difensore e l’arbitro indica il dischetto del rigore, per poi essere richiamato all’ordine dalla Var: è il tedesco ad andare addosso all’avversario, anche se non si capisce bene dove avrebbe dovuto appoggiare il piede destro. Tant’è: Lautaro, pronto a calciare dal dischetto preparato, rimane col pallone in mano deluso.
Il gol liberatorio e la rimonta necessaria
Solo un destro potente in mischia, al terzo tentativo nella stessa azione confusa (il primo era di Esposito respinto), gli fa ritrovare finalmente il sorriso, prima di un posto in panchina per rifiatare. I calcoli dello stratega Inzaghi, che pensa alla Lazio di domenica sera all’Olimpico, però saltano in fretta per uno svarione difensivo di Dumfries, che guarda proprio Arad segnare di testa da due passi sulla linea. Lautaro si rimette le mani nei capelli disperato. Chi segue il calcio internazionale può leggere l’analisi sulla sfida di Reykjavik che offre spunti interessanti sulle qualificazioni mondiali con pronostici dettagliati e statistiche approfondite delle nazionali coinvolte. Anarbekov fa il fenomeno anche su Pio Esposito con un’altra parata spettacolare. Ma il rasoterra angolato di Carlos Augusto dalla lunetta dell’area rimette le costellazioni al loro posto naturale. Per le stelle nerazzurre, continuare a brillare più avanti nel cammino europeo.